La musica nella cerimonia nuziale


Nella cerimonia nuziale, che sia religiosa, civile o simbolica, la musica ricopre un ruolo importante: conferisce più solennità al rito, amplifica le emozioni ed i ricordi, unisce coloro che vi partecipano. Riveste un ruolo non marginale che ne fa qualcosa di più che una semplice “colonna sonora”. E’ importante quindi che sia curata in ogni dettaglio e suonata dal vivo da musicisti preparati ed attenti. I brani musicali che normalmente associamo alla cerimonia nuziale hanno una storia, spesso curiosa. Scopriamola insieme
“Coro nuziale” di Wagner
Questo brano è tratto dal terzo atto dell’opera “Lohengrin”, di Richard Wagner, andata in scena la prima volta nel teatro di Corte a Weimar il 28 agosto 1850, diretta da Franz Liszt. L’opera è ambientata in una leggendaria Anversa nel secolo X. Il matrimonio celebrato nell’opera è quello tra la giovane Elsa ed un cavaliere, di cui nessuno conosce il nome. Egli ha difeso in un torneo la fanciulla accusata di fratricidio, e ha accettato di sposarla a patto però che Elsa non chieda mai chi egli sia. Ma Elsa, istigata da cattivi consiglieri, dopo il matrimonio insiste nel sapere il nome del consorte, e lui acconsente. E’ Lohengrin, figlio di Perceval, cavaliere del santo Graal. I cavalieri del Graal, che custodiscono questa reliquia, sono dotati di poteri straordinari e vanno spesso nel mondo a difendere la virtù, ma se sono costretti a rivelare il loro mistero, devono sottrarsi agli occhi dei profani e tornare dal Graal. Lohengrin quindi è costretto ad abbandonare la sua sposa .
Il testo del coro nuziale
“Treulich geführt ziehet dahin,
wo euch der Segen der Liebe bewahr!
Siegreicher Mut, Minnegewinn eint
euch in Treue zum seligsten Paar.
Streiter der Jugend, schreite voran!
Zierde der Jugend, schreite voran!
Rauschen des Festes seid nun entronnen,
Wonne des Herzens sei euch gewonnen!”
E la traduzione
“Fedelmente guidati,
colà traete,
dove vi protegga la benedizione d’amore!
Vittorioso coraggio e premio d’amore
vi uniscono con fede in felicissima coppia.
Campione di virtù, a noi precedi!
Ornamento di giovinezza, a noi precedi!
Al tumulto di festa siate ora sottratti,
gioia del cuore sia il vostro premio!”
Organico originale: orchestra e coro a 4 voci
“Marcia nuziale” di Mendelssohn

Il compositore tedesco Felix Mendelsshon-Bartholdy (Amburgo 1809-Lipsia 1847) compone nel 1843 le musiche di scena per la commedia “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare ( inserendovi anche l’Ouverture che aveva già composto nel 1827). La commedia narra tre vicende intrecciate, tra amori, scherzi ed incantesimi, collegate tra loro dalla celebrazione del matrimonio tra Teseo, Duca di Atene, ed Ippolita, Regina delle Amazzoni.
Organico originale: orchestra

“Ave Maria” di Schubert

Tra i brani normalmente associati al matrimonio questo è sicuramente il più discusso e contestato. Se cerchiamo questa “Ave Maria” tra i brani sacri di Franz Schubert ( Lichtenhthal, Vienna, 1797- Vienna 1828) non la troveremo. Il brano appartiene a Liederzyklus vom Fräulein vom See, una raccolta di sette lieder su testi di Sir Walter Scott tratti dal suo poema “The Lady of the Lake” tradotti in tedesco da Adam Stork. La raccolta venne pubblicata nel 1826 come op. 52. Il lied in realtà si chiama Ellens dritter Gesang, cioè Terza Canzone di Ellen. Ellen Douglas è la “Signora del Lago” . La bellissima giovane è in esilio presso il lago Loch Katrine, nelle Higlands scozzesi, con suo padre il quale ha rifiutato di unirsi nella lotta politica a Roderick Du, in ribellione contro il re Giacomo. Roderick Du, capo di un clan scozzese, vive sulla montagna con i suoi guerrieri, e si attarda ad ascoltare la voce di Ellen, che canta una preghiera rivolta alla Vergine Maria, accompagnata all’arpa dal bardo Allan- Bane.
Il testo del Lied tedesco ha tre strofe, ne riportiamo la prima nella traduzione di Stork usata da Schubert
“Ave Maria! Jungfrau mild,
Erhöre einer Jungfrau Flehen,
Aus diesem Felsen starr und wild
Soll mein Gebet zu dir hinwehen.
Wir schlafen sicher bis zum Morgen,
Ob Menschen noch so grausam sind.
O Jungfrau, sieh der Jungfrau Sorgen,
O Mutter, hör ein bittend Kind.”
Ecco una traduzione letterale in italiano
“Ave Maria, vergine gentile
ascolta la preghiera di una fanciulla
poiché puoi ascoltare ciò che viene dal profondo
puoi salvare in mezzo alla disperazione.
Che possano dormire sicuri sotto la tua protezion
e i reietti e i vituperati
Vergine! Ascolta la preghiera di una fanciulla
Madre, ascolta una fanciulla supplice.”
Ed infine il testo latino normalmente usato durante le cerimonie nuziali
“Ave Maria, gratia plena Maria, gratia plena
Ave, Ave, Dominus Dominus tecum.
Benedicta tu in mulieribus,
ed benedictus
Et benedictus frusctus ventris, Ventris tui, Jesus.
Ave Maria!”
In pratica, il testo usato da Schubert è stato semplicemente sostituito dalla preghiera dell’”Ave Maria” in latino.

Ave Maria di Bach- Gounod

Questa celeberrima “Ave Maria” in realtà è una sorta di collage musicale: la nascita di questo brano merita una piccola parentesi di Storia della Musica. Tutti conosciamo il grande compositore Johann Sebastian Bach:il catalogo delle sue opere è enorme, e comprendere musica sacra, profana, vocale e strumentale. Nel1722 compose il primo libro de “Il clavicembalo ben temperato”, una raccolta di Preludi e Fughe in tutte le tonalità maggiori e minori. Ai giorni nostri potrà sembrare strano,ma quando nel 1750 Bach morì, tutta la sua musica venne dimenticata, perchè considerata troppo difficile. La riscoperta della musica di questo grandissimo compositore si deve a Felix Mendelssohn- Bartholdy, il quale nel 1829 diresse la monumentale “Passione secondo S. Matteo”. Fu proprio grazie a lui che il compositore francese Charles Gounod ( Parigi 1818- Saint Cloud 1893) si innamorò di Bach. Frutto di questo amore, fra l’altro, è la meravigliosa “Meditation”, titolo originale della nostra Ave Maria. Il brano nasce dal primo preludio in do maggiore del “Clavicembalo Ben temperato”, basato su una successione di arpeggi eseguiti al clavicembalo: brano bellissimo e modernissimo, in cui la melodia non è presente, ma è come “sottintesa” dagli arpeggi. Gounod ha voluto semplicemente sovrapporre la dolcissima melodia che questi arpeggi suggerivano.

Canone di Pachelbel
Johann Pachelbel ( Norimberga 1653- 1706), organista e compositore, si dedicò nella sua vita quasi interamente alla composizione di musica sacra. E’ quindi curioso, che il suo brano oggi più celebre sia il “Canone a tre violini con suo Basso e Giga”, un brano strumentale, non direttamente legato ad un genere sacro. Nella sua versione originale il basso, spesso eseguito dal violoncello, ripete un frammento di otto note per tutta la durata del brano, secondo un procedimento che in musica viene chiamato “Ostinato”. I tre violini eseguono una serie di variazioni su questo basso, suonando tutti la stessa parte ma a distanza di due battute l’uno dall’altro.

“Panis Angelicus” di Cesar Franck

Cesar Franck (Liegi 1822- Parigi 1890) venne nominato, nel 1858, organista di Sainte-Clotilde a Parigi. Da quel momento compose una serie di capolavori di musica sacra, tra cui la “Messe a 3 voix”, per soprano, tenore e basso con accompagnamento di organo, arpa, violoncello e contrabbasso. Il “Panis Angelicus”, per violoncello, arpa, canto ed organo, fa parte di questa Messa. Il testo è tratto dall’Inno latino “Sacris Solemniis” di Tommaso d’Acquino.
«Panis angelicus fit panis hominum;
dat panis caelicus figuris terminum;
O res mirabilis: manducat Dominum pauper,
servus et humilis.
E la traduzione
“Il pane degli angeli diventa pane degli uomini;
il pane del cielo dà fine a tutte le prefigurazioni:
qual meraviglia! il servo povero e umile mangia il Signore.”

Aria sulla quarta corda di Bach

L’aria sulla quarta corda è il termine improprio del secondo movimento della suite N° 3 di Bach. Si dice che venne chiamata così perché il violinista tedesco August Wilhelmj (1845-1908) fu in grado di suonarla tutta sulla quarta corda del violino, il Sol, dopo aver trasportato la partitura da Re maggiore a Do maggiore. L’organico originale di questo movimento della Suite prevede i soli archi ed il basso continuo.

Largo di Haendel
Il brano che comunemente viene cantato nelle cerimonie religiose come “O Mio Signor”, in realtà fa parte dell’opera “Serse” di G.F. Haendel Viene cantata dal protagonista,Serse I di Persia, mentre guarda l’ombra di un platano. Ecco il testo originale “Ombra mai fu di vegetabile, cara ed amabile, soave più”.

a cura di Maria Cristina Rallo
Gli Archimisti Intrattenimenti musicali di classe

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>